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Festa dei genitori
In questi giorni sembra che il mondo mediatico stia facendo il conto alla rovescia per celebrare la festa della mamma (per chi ancora non lo sapesse è oggi).
I social network pullulano di messaggi su quanto la nostra esistenza di mamme sia ricca di sacrifici e solitudine e di filmati o brevi cartoni animati che spiegano ai nostri compagni semplici gesti per aiutarci nel quotidiano ed essere meno stanche e vittime di questa condizione.

Noi, donne prima ancora che mamme; abbiamo bruciato reggiseni in piazza, lottato per il diritto al voto, al divorzio, alla libera scelta di interruzione di gravidanza e affinché lo stupro non fosse considerato un reato contro la morale ma contro la persona, i nostri compagni possono finalmente decidere di prendere il congedo parentale al posto nostro…eppure?!
Eppure oggi siamo ancora discriminate perché se scegliamo di essere mamme siamo poco affidabili per un posto fisso o poco produttive per un incarico free-lance e se andiamo al lavoro o ci prendiamo del tempo per noi abbandoniamo i nostri figli.

Ma quello che mi intristisce, anzi, quello che mi fa inc…e di più è che il nostro ruolo di mamme, per essere tale, debba spesso essere associato alla malinconia, al sacrificio, all’attendere con mestizia qualche sporadico riconoscimento del nostro compagno o dei nostri figli.

Essere mamma oggi, per molti, corrisponde ancora una donna che soffre in silenzio; che aspetta quasi disillusa che qualcuno, per una volta, faccia il bucato al posto suo o che cucini la cena senza doverla chiamare al lavoro per dirle che non c’è ancora niente di pronto; che siede a tavola sola dopo aver sfamato tutta la famiglia; che sta sveglia fino a mezzanotte per stirare la camicia della sua dolce metà o che si sveglia all’alba per preparare la colazione del Mulino Bianco prima che tutti si sveglino.

Ma davvero i nostri compagni hanno ancora bisogno che Facebook ricordi loro di aiutarci a riempire la lavastoviglie o di alzarsi dal divano quando il nostro piccolo allettato chiede un bicchiere d’acqua come scusa per avere l’ultimo bacio della buona notte?
Io voglio avere fiducia nel genere maschile, voglio credere che, oggi, ci siano uomini che siano padri o semplicemente PERSONE che scelgono di fare i GENITORI consapevolmente, prendendo tutto il pacchetto.
Quindi propongo di istituire LA FESTA DEI GENITORI.

La festa dei genitori celebra tutti quegli uomini e tutte quelle donne che decidono di accudire i propri figli e la propria famiglia con gioie (immense) e dolori, insieme, mettendo ognuno a disposizione le proprie risorse.
Il Tantra dice che il maschile e il femminile hanno caratteristiche definite: il femminile più accogliente ed empatico, il maschile più protettivo e rigoroso.
Non dice però che necessariamente corrispondano al sesso di genere e, soprattutto, afferma che le energie sono complementari e che una offre le proprie ricchezze all’altra perché quest’ultima possa svilupparsi a sua volta, alimentandosi a vicenda.

Io lo sto sperimentando e posso fare da testimonial!
In questo momento la vita sta mettendo un po' alla prova la nostra famiglia ed è proprio il mio compagno che con il suo maschile pratico e concreto ha preso le redini della situazione e contattando il suo femminile empatico e accogliente mi ha aiutato a prendere maggiore contatto con il mio.
Questo ci sta permettendo di aiutare il nostro cucciolo super attivo e bisognoso di essere capito e accudito.
Come dico sempre nei miei incontri “Il miglior regalo che possiamo fare ai nostri figli è la nostra presenza”.
Per i diritti d’autore: è una frase che risuona sento talmente tanto dentro di me che, onestamente, non ricordo neppure se deriva da una citazione o è nata dal mio IO.

Essere genitori è difficile, spesso frustrante e doloroso, ti costringe a guardare in faccia e tutti i tuoi temi irrisolti.
Se decidi di giocare in modalità “all in” ti fa vedere tutti quei messaggi che non hai ricevuto a tua volta da bambino e che per questo non riesci a dare ai tuoi figli.
Nonostante tutto il tuo amore e il tutto il tuo impegno e nonostante la testa sappia chiaramente cosa devi fare.
Ieri una cara signora, di fronte alle mie preoccupazioni sul COME e il COSA fare per aiutare i miei figli a crescere al meglio, mi ha risposto “La scelta giusta è quella del cuore” e io mi sono commossa.
Si, lo so, scritta così sembra una delle frasi che troviamo negli involucri di quegli spettacolari e famosissimi cioccolatini con il cappello alla nocciola…ma vi assicuro che non è così.
E sapete perché?
Perché come gli esperti hanno ben dimostrato, COSA diciamo incide sull’efficacia della comunicazione dal vivo solo per un misero 7%, il resto se lo gioca tutto il COME.
Quando facciamo “la scelta giusta” nel crescere i nostri figli significa che la facciamo mettendo da parte il nostro ego, curando le ferite del nostro bambino interiore per non proiettarle su di loro, ascoltandoli empaticamente, rispecchiando le loro emozioni, comunicando lo stesso messaggio con il corpo e con la mente, aiutandoli a scoprire tutte le splendide ricchezze che hanno dentro.

E a questo punto ti viene da dire: ma porca vacca, davvero devo smazzarmi tutto questo popò di malloppo per pedalare bene le simpatiche biciclette che mi sono voluta?
A ognuno la libertà di scelta.
Io me lo sto smazzando e probabilmente sarò “work in progress” per tutta la vita.
Sta di fatto che ringrazio i miei figli e il mio compagno per la splendida, anche se a volte dolorosa, opportunità che mi hanno dato di scegliere ogni giorno COME essere una persona e un genitore migliore.

Nel Tantra il cuore corrisponde al vortice energetico del quarto chakra, quello dell’amore puro e incondizionato, quello che accoglie la nostra essenza e quella di chi abbiamo accanto.
Per chi ama i colori è rappresentato dal colore verde, quello dei prati di montagna che sembrano infiniti…proprio come lo è l’amore puro e incondizionato.
Quelli che vedete sono gli occhi di uno miei figli, scuri e profondi, e quando li guardo con il cuore mi fanno vedere tutto il bello che c’è nel mondo.

Namastè


Scritto da Francesca referente RossoLimone di Biella.
Pubblicato il 14 maggio 2017 nella categoria
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