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Quando i figli esplorano il proprio corpo: niente panico!
Crescere un figlio è sempre una sfida, piena di gioie, successi ma anche interrogativi e dubbi. Che cosa fare se troviamo i nostri figli così tenacemente interessati alle proprie parti intime? Innanzi tutto: niente panico! E bisogna distinguere tra prima e dopo la pubertà.

L'esplorazione del proprio corpo è una fase importantissima per i bambini, che inizia molto presto. Per loro, prendersi in mano i piedini o stupirsi quando lo zio "ruba il naso" non è molto diverso dal toccarsi i genitali e chiedersi perché maschietti e femminucce sono diversi. I bambini non hanno il tabù della sessualità fino a quando non gli viene instillato dalla famiglia prima e dalla nostra cultura dopo, e toccarsi i genitali non è particolarmente diverso dal toccarsi i piedi o il collo.

Certo, si tratta di zone del corpo che hanno molte terminazioni nervose, e questo (come noi adulti sappiamo bene) provoca anche ai bambini una sensazione diversa e più gradevole. Prima della pubertà, non si tratta solitamente di una sensazione strettamente sessuale, è più un gesto di conforto come succhiarsi il pollice, oltre che di scoperta del corpo e delle sensazioni. Proprio per questo motivo alcuni bambini si toccano i genitali prima di addormentarsi o quando si annoiano.

Che cosa fare? Innanzi tutto è importante evitare di colpevolizzare i bambini perché non stanno facendo nulla di male: hanno scoperto una parte del corpo, di cui magari hanno sentito parlare un po' meno di quelle manine che vogliamo fargli sempre lavare o del busto che abbracciamo spesso, e vogliono capire come funziona. Senza dubbio si può insegnare loro che quando vogliono toccare i propri genitali devono farlo in privato, nella loro cameretta. I bambini sono abituati a ricevere regole del genere (si mangia solo a tavola, si fa pipì solo in bagno, si dorme nel lettino) quindi questa sarà solo una delle molte. In questo modo potremo insegnare loro che si tratta di qualcosa di naturale, ma privato, e che i genitori non lo faranno sentire in colpa per delle funzioni naturali del corpo. Quando il bambino sarà più grande, per lui o lei sarà più naturale parlare della sua sessualità con i genitori, se questa viene presa con serenità!

Insegnar loro che si tratta di una cosa privata, che sono liberi di esplorare da soli nella loro cameretta e che non deve esserci nessuno con loro in quei momenti, ci darà la possibilità di proteggerli da persone mal intenzionate.

E quando si tratta di un adolescente?

Beh, l'adolescenza è un periodo difficile per tutti: si cresce, si cambia, gli ormoni esplodono e il corpo inizia ad avere pulsioni nuove, prima del tutto sconosciute, che di solito non si è preparati psicologicamente ed emotivamente a gestire con altri. E' un momento complesso sia per il ragazzo che per i genitori che all'improvviso se lo ritrovano già un giovanotto o una signorina!

Anche in adolescenza l'esplorazione del corpo è fondamentale: se da bimbi permette di scoprire come si è fatti, quando il corpo restituisce sensazioni più strettamente sessuali, è giusto che gli adolescenti si preparino alla vita adulta, anche di coppia, conoscendosi meglio. L'autoerotismo in questa fase permette non soltanto di scaricare un po' di pressione dovuta agli sbalzi ormonali, funzione peraltro molto importante (ce lo ricordiamo come eravamo noi a quell'età?). Permette anche a ragazzi e ragazze di familiarizzare con queste funzioni del corpo, di sapere come funzionano, di imparare il proprio piacere per poterlo, un giorno, insegnare alla persona che sceglieranno per provarlo in due. Fare conoscenza con il corpo e le sue sensazioni può aiutare i nostri figli adolescenti a riconoscere, un domani, qual è il confine tra il piacere e una molestia, tra la condivisione e la forzatura.

A quest'età è più facile che capiscano la necessità di privacy. Il suggerimento che mi sento di dare è di permettere ai ragazzi di avere una stanza che possa essere chiusa a chiave, o comunque di darsi in famiglia la regola di bussare sempre e aspettare l'invito a entrare.

I ragazzi vivono un’era che noi abbiamo conosciuto da poco, questa è l’era digitale che percepiscono come totalmente libera ma soprattutto sicura. Metteteli in guardia, non è così. Il sexting, ad esempio, può avere conseguenze davvero pericolose per loro.

Scritto da Giovanna Referente RossoLimone Roma

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Pubblicato il 21 luglio 2016 nella categoria
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