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Non ci sono più i giovani di una volta...
Troppo spesso sento criticare i giovani d’oggi, adolescenti senza valori, aggressivi, facili, irrazionali, che sballano facilmente,…. È vero ce ne sono, ma non sono tutti così, c’è una grande percentuale di giovani “sani”, che aderiscono a varie associazioni d’aiuto, di volontariato, giovani che si amano e che aiutano il prossimo, basta vedere quanti animatori ad esempio ci sono ai campi scuola, al Grest, ai centri estivi,…

Dai dati emersi da Csvnet, nel corso del convegno “Dammi spazio- Giovani futuro e volontariato” dal 1999 al 2010, infatti, i giovani tra 14 e 17 anni che hanno svolto attività di volontariato sono aumentati di un punto percentuale (da 6,3% a 7,3%). Aumentano anche i 18 e 19enni (11,8% nel 2010 contro l’8,4 nel 1999) e i giovani tra 20 e 24 anni che oggi sono pari all’11,2% (8,8 nel 1999).
Quindi “Non facciamo di tutta l’erba un fascio”! Ma con questo non intendo neanche non affrontare le problematiche di una percentuale dei giovani di oggi: cyberbullusmo, sexting, visione di siti pornografici, droga ed alcool, “abuso” dell’utilizzo della pillola del giorno dopo, … E’ giusto e doveroso dare le corrette informazioni ai giovani sui danni provocati dai sopraelencati temi, è importantissimo fare prevenzione (su Malattie sessualmente trasmissibili, su interruzione volontaria di gravidanza, sui pregiudizi, sui disagi fisici-psichici e sessuali,….), promozione (verso il rispetto di sé e dell’altro, verso una sessualità sana e positiva,…) e tutela (diritto alla salute, all’uguaglianza, all’informazione, alla privacy, alla libertà,…), ma altrettanto importante è analizzare anche gli aspetti positivi dei giovani d’oggi!

Ma quindi, chi sono gli Adolescenti? Aristotele li descriveva come “passionali, irascibili e inclini a lasciarsi trasportare dai propri impulsi… Se i giovani commettono un errore, è sempre per eccesso, dal momento che sono portati ad andare sempre oltre, così nell’amore come nell’odio o in ogni altra cosa. Si considerano onniscienti e sono sempre assolutamente certi di quanto asseriscono, anzi è proprio per questo che eccedono sempre”. L'adolescenza è una fase di cambi veloci ed in questa fase i giovani si vogliono sperimentare su terreni nuovi che non sempre i genitori condividono.
Gli adulti tendono infatti a confrontare la propria gioventù con quella attuale, senza considerare, però, una variabile fondamentale: il momento storico in cui viene vissuta l’adolescenza. Perché l’adolescente di oggi vive, rispetto a quello del passato, in una dimensione di continua incertezza… soprattutto riguardo il suo futuro, il lavoro, l’indipendenza. A questo si unisce il grande sviluppo tecnologico della nostra attuale società: gli adolescenti di oggi, sono “nativi digitali”, vivono in case hi-tech, sono sempre connessi, per ascoltare musica, per guardare video su You-Tube, per fare ricerche per la scuola e i compiti, per curiosare e navigare nel web, per fare acquisti, comprando online giochi, accessori di moda, ma anche libri. La tecnologia, se usata bene porta a molteplici possibilità di apprendimento e di fare esperienze, i media digitali sostengono anche lo sviluppo di abilità cognitive e pratiche. Un grande vantaggio è dato dal fatto che bambini e giovani non restano consumatori passivi, bensì danno forma ai contenuti, esprimono opinioni e, nei videogiochi, diventano gli attori che risolvono i problemi. Ciò stimola i processi di apprendimento, favorendo la creatività e l’ingegnosità, ma aiuta anche lo sviluppo del pensiero logico e della capacità espressiva.

Ma qual è l’aspetto prioritario negli adolescenti di oggi? L’essere sempre in contatto con gli amici, attraverso Whatsapp e Facebook, come risposta al loro bisogno di autoaffermazione, di appartenenza, di accettazione e di “essere visti” (vedi pubblicazioni del proprio stato e di foto sui social o l’incessante bisogno di farsi dei selfie), ma di fondo nasconde la caratteristica che in ogni generazione contraddistingue questa età così difficile di cambiamenti, ovvero il non sentirsi adeguati in un corpo che cambia così velocemente, che diventa adulto, il fatto che gli adolescenti si sentono più “bestie” che belli. E questa preoccupazione di non essere accettati dal gruppo di pari, il fatto di non piacersi, non è forse la paura che anche noi ora adulti avevamo alla loro età?!!!

Un altro aspetto positivo degli adolescenti di oggi è relativo alla scuola, che ricopre un ruolo di grande importanza nella loro vita. Alla domanda su cosa desidererebbero nella scuola dei sogni, 1 adolescente su 2 (51%) ha risposto che vorrebbe che a scuola ci fosse più sport, oltre che più tecnologia (44%), musica, arte e cultura (42,7%), più attenzione alle emozioni (33,2%). Quasi 1 adolescente su 2 (il 49,6% del totale dei ragazzi intervistati) ritiene che nella scuola dei propri sogni ci dovrebbe essere un maggior orientamento verso il mondo del lavoro e maggiori occasioni di contatto con le aziende. Più di un quarto degli adolescenti intervistati (28,7%), inoltre, vorrebbe che la scuola offrisse una maggiore preparazione. I ragazzi chiedono, dunque, alla scuola una maggiore attenzione alla formazione, all’acquisizione di competenze e all’orientamento, mostrandosi tutt’altro che svogliati, passivi o demotivati: comunicano invece una grande curiosità e voglia di fare, desiderio di parlare del futuro con insegnanti e genitori, di cogliere ogni opportunità che venga loro offerta e di sfruttarla responsabilmente.

Gli adolescenti di oggi sembrano aver bisogno non tanto di informazioni, tra internet e televisione sono immersi in un costante flusso informativo che permette loro, in tempo reale e su qualsiasi argomento, di trovare informazioni pressoché su ogni cosa - quanto piuttosto di un punto fermo con cui confrontarsi e rielaborare le informazioni apprese, per riuscire a “capire”, oltre che semplicemente “sapere”: di un ruolo, dunque, pienamente “formativo” ed “educativo”. Gli adulti, genitori e insegnanti, sono chiamati a rispondere a queste richieste, ma anche a educare e a promuovere l’assunzione di responsabilità. Solo così li aiuteremo a non cadere nella trappola dei rischi dell’era tecnologica. Tocca a noi il compito di accompagnarli nel continuo percorso di crescita, attraverso il nostro affetto, il nostro positivo esempio. Noi adulti siamo come degli specchi su cui si riflettono i nostri giovani, siamo dei modelli per loro! “Lo scopo dell’educazione è quello di trasformare gli specchi in finestre” (Sydney J. Harris) perché un adolescente giustamente informato difficilmente farà scelte sbagliate!

Gloria Barbieri

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Pubblicato il 04 agosto 2015 nella categoria
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